Doyle Brunson dice addio ai Main Event

Essere una leggenda vivente del poker texano non è facile specialmente alla veneranda età di 80 anni.  Lo sa bene Doyle Brunson che in una recente intervista ha spiegato di non aver partecipato al Main Event delle WSOP 2014 perché in un torneo del genere le ore sono “maledettamente lunghe”.

Niente Main Event per Brunson – E’ stato uno dei padri fondatori del poker Texas Hold’em ed è sicuramente uno dei professionisti più longevi di questa straordinaria specialità, “Texas Dolly” ha infatti 80 anni suonati e il 10 agosto prossimo  festeggerà il suo 81° compleanno. Anche se la strategia e la lucidità al tavolo sono rimaste intatte, per Doyle Brunson non è più una passeggiata rimanere seduto per lungo tempo nei tornei delle World Series of Poker ed è questa la motivazione per cui non ha partecipato all’evento principale del famoso circuito americano.

Brunson ha vinto ben 2 braccialetti. I suoi successi nel Main Event appartengono alla storia e in particolare al 1976 e al 1977 quando i partecipanti erano solo una ventina. Oggi il field supera i 3 mila iscritti e riuscire a resistere tanto tempo non è facile nemmeno per la leggenda del poker texano. A coloro che gli hanno chiesto se stesse partecipando all’importante evento dal buy-in di 10 mila dollari, Doyle ha risposto sul noto social network affermando che le ore sono dannatamente lunghe. La sua ultima partecipazione al noto torneo delle WSOP risale allo scorso anno.

L’ultimo In The Money del player di poker texano risale proprio alla scorsa stagione delle World Serie di Las Vegas: nell’evento principale della kermesse, Doyle Brunson nel 2013 è riuscito a conquistare il 409° posto riscuotendo una moneta di 28.063$. Anche in quell’occasione il professionista del Texas dichiarò di essere molto stanco e di non avere più l’età per prendere parte a lunghi tornei che prevedono 12 ore di gioco al giorno. Dopo 6 milioni di dollari vinti in carriera, per “Dolly” sembra giunto il momento di dire addio al circuito di tornei più importante d’America