PokerStars sarebbe pronta al ritorno negli USA

Grosse novità animano il mondo del poker texano, in particolare in USA, dove sono ancora forti le conseguenza del black Friday del 2011.

Isai Scheinberg, fondatore di PokerStars, per affrontare le autorità giudiziarie statunitensi, aveva incaricato della sua difesa Michael Mukasey, ex numero uno del Dipartimento di Giustizia, e già giudice federale del distretto di New York.

Di sicuro un personaggio che gode di ottima fama e di una certa influenza negli ambienti giudiziari della Grande Mela.

Forse anche in seguito a questo le autorità statunitense, come trapelato da recenti indiscrezioni, starebbero per adottare una nuova procedura speciale sulle incriminazioni concernenti il gioco d’azzardo, che risulterebbe favorevole agli imputati.

Tra le condizioni per l’applicazione delle nuove procedure ci sarebbe la cittadinanza straniera degli imputati, e Scheinberg non è cittadino americano.

Altra condizione è che l’azienda incriminata non abbia una struttura permanente negli USA, e anche in questo caso, almeno per il momento, PokerStars rientra nella casistica.

In seguito a queste novità Scheinberg potrebbe presto far archiviare, con una certa facilità, le accuse mosse nei suoi confronti, pagando solo una multa, ed evitando qualsiasi altra pena, come la reclusione.

La trattativa sarebbe quindi aperta e, forse, ad un punto di svolta. La posta in gioco è molto alta, per ora le autorità del New Jersey hanno negato la licenza a PokerStars, proprio in virtù dei problemi pregressi, ma una volta risolti la situazione potrebbe sbloccarsi.

Naturalmente i problemi non mancano, ci sono potenti lobbies che non vedono di buon occhio l’ingombrante presenza della prima poker room mondiale in New Jersey.

Al momento alcuni dei più influenti investitori di Wall Street, alcuni con importanti agganci politici, stanno cercando di risollevare le multinazionali del gioco americane, l’ingresso di PokerStars sul mercato metterebbe in pericolo il loro business.