Arriva la Web Tax per il Poker Online

shutterstock_77071120Italiani e tasse, ecco un nuovo capitolo. Nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio della Camera è stata confermata la volontà di applicare la cosiddetta “web tax” anche alle poker room straniere, senza però precisare se in questa definizione rientrano i siti esteri senza licenza o anche le sale da gioco virtuali che hanno ottenuto la licenza AAMS per proporre legalmente in Italia il poker texano, ma che hanno sede all’estero, prassi piuttosto diffusa, visto che le maggiori poker room sono attive in numerosi Paesi e di sicuro l’Italia non è il più conveniente sul piano fiscale e burocratico dal quale gestire gli affari.

 

Come avrete capito, uno dei settori che la politica italiana tassa ogni volta che cerca nuovi fondi per sfuggire all’incalzante crisi, è proprio quello dei giochi, uno dei pochi campi in attivo, almeno finché la pressione fiscale non lo schiaccerà.

 

Su questo nuovo balzello si sta discutendo molto e tra le voci più interessanti segnaliamo quelle che evidenziano come una tassa di questo tipo, imposta ad aziende che già, nel caso dei siti con regolare licenza, pagano all’erario cifre considerevoli, sarebbe una doppia imposizione fiscale e, quindi, una pratica vietata dalle leggi comunitarie.

 

Attualmente, chi opera legalmente, con licenza dei Monopoli di Stato, paga le tasse sul buy-in dei tornei e sul rake nel poker texano giocato cash; un’ulteriore tassa, pretesa dallo stato Italiano si configurerebbe quindi come impropria.

 

La “web tax” riproposta in diverse occasioni e con vari nomi, ora è nuovamente in discussione dopo un emendamento della Legge di Stabilità. La sua portata andrebbe ben oltre il poker texano e gli altri giochi online; infatti questa tassa è stata pensata, anche se per ora non ancora applicata, per risolvere l’annosa questione del dumping fiscale, e riguarderebbe in particolare colossi come Amazon e Google. Non è un caso che in passato sia stata definita anche come Google Tax.

Per quanto ci riguarda, dalla crisi non si esce con nuove tasse, dicono tutti i più autorevoli economisti, ma con minori spese, tagliando quelle inutili ed incentivando le imprese, poker room incluse.