Daniel Negreanu contro Philipp “philbort” Gruissem

I campioni sono sempre un’importante fonte di ispirazione, e questo vale naturalmente non solo nel poker texano. Analizzare le scelte di giocatori esperti può essere un’importante occasione di confronto e crescita. In alcuni casi però non è facile interpretare alcune di queste giocate, che più che apparire come riflessioni e precise scelte tattiche, potrebbero sembrare semplicemente degli errori.

Un esempio di come certe scelte possano far venire non pochi dubbi, è la mano di poker texano giocata al PCA Super Highroller 2013 fra Daniel Negreanu e il tedesco Philipp “philbort” Gruissem.

Al secondo giorno del torneo i bui erano a quota 10.000/20.000 con ante 3.000. Daniel Negreanu aveva uno stack di circa 500.000 fiches, ed aprì da cut-off a 42.000 con Asso e Regina di Picche. Il tedesco era sul grande buio con uno stack di poco maggiore, e decise di chiamare con 7 di Cuori e Picche.

Il flop era 2 di Cuori, 5 di Quadri e 4 di Picche, e Gruissem a quel punto scelse un check/raise fino a 135.000 sulla continuation bet da 50.000 di Negreanu, che per tutta risposta 3-bettò all-in e venne snapcallato.  Philipp “philbort” Gruissem vinse quindi la mano.

Guardando la giocata di Gruissem, viene naturale interrogarsi sulla scelta preflop, forse snappando voleva indurre una 3-bet all-in del suo avversario?

Sam Greenwood, commentando questa mano, si concentra proprio sul preflop e dichiara di non condividere la scelta di Gruissem, lui avrebbe preferito 3-bettare, con l’intenzione di chiamare poi un’eventuale 4-bet all-in.

Naturalmente, come detto in apertura, è sempre molto difficile capire cosa passi in certi momenti nella testa di una Pokerstars, ma se un altro affermato professionista prova a farlo di sicuro ne escono sempre delle considerazioni interessanti e utili per chi desidera migliorarsi nel gioco o, semplicemente, vuole imparare a conoscerlo un po’ meglio.