I November Nine

novRimandati a novembre! Non stiamo parlando di studenti svogliati che devono attendere l’autunno per decidere delle proprie sorti scolastiche, ma dei campioni di poker texano (e di tutti gli appassionati di questo gioco) che, da qualche anno a questa parte, devono aspettare l’inizio dell’inverno per conoscere il nome di quello che sarà il nuovo re del tavolo da gioco.

Se l’attesa è per tutti spasmodica, lo è ancor di più per i November Nine, così vengono definiti in gergo i nove abili poker player che nel corso delle World Series of Poker (WSOP) riescono a guadagnare l’accesso al tavolo finale e con esso la possibilità di competere per il favoloso montepremi finale, che quest’anno ammonta a ben 8,3 milioni di dollari, oltre che per l’ambitissimo braccialetto d’oro che ogni anno consacra il campione del mondo di Texas Hold’em.

La nuova formula in vigore dal 2008, voluta fortemente da ESPN (il canale televisivo che trasmette l’evento negli Sati Uniti) per far salire ancora di più l’attesa e di conseguenza gli ascolti, prevede dunque che il maggiore torneo di poker texano del pianeta non sia più giocato in un unico blocco, ma sia invece spezzato in due fasi: l’una disputata in estate, nel corso della quale viene compiuta la scrematura dei tantissimi giocatori che si iscrivono alla prestigiosa competizione, l’altra che solo in autunno mette di fronte i nove player più abili, quelli che sono riusciti a superare indenni la lunga maratona estiva con colpi di bravura, sagacia e incredibili intuizioni.

Quest’anno l’appuntamento è fissato per il 4 novembre al Casinò Rio di Las Vegas, quando intorno al final table siederanno otto professionisti ed un dilettante. Mancherà il giocatore più atteso, la Pokerstars El Matador Carlos Mortensen, ma di certo non le emozioni visto che ai nastri di partenza vi saranno giocatori di tutto rispetto. A partire da JC Tran, già vincitore di due braccialetti WSOP e reduce da una carriera sfavillante, passando per David Benefield, eccellente giocatore online (ove è conosciuto come “Raptor”) e dotato di ottime capacità anche dal vivo, per arrivare agli altri tre americani, Mark Newhouse, Ryan Reiss (il più giovane del tavolo finale) e Jay Farber, unico non professionista nel round conclusivo delle WSOP.

La difesa dei colori del resto del mondo sarà invece affidata al francese Sylvain Loosli, che arriva al final table col con la reputazione di eccellente giocatore online, a Michiel Brummelhuis, che può vantare dalla sua due tavoli finali alle WSOP, ad Amir Levahot, nato in Israele ma residente negli USA, e al canadese Mark McLaughlin, che nel curriculum ha già inserito cinque piazzamenti alle WSPO.

L’estate è appena cominciata, eppure nel mondo del poker non si aspetta altro che l’arrivo dell’autunno!