Poker live in Italia, chiuso un altro locale a Roma

Una decina di giorni fa, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro un locale romano dove si stava svolgendo un torneo di poker live da 100 euro di buy-in. La parola ora passa ai giudici.

POKER TEXANO – Ci risiamo. Ancora una volta il poker live entra nei fatti di cronaca, per la chiusura di un locale di Tor Carbone, a Roma, da parte delle forze dell’ordine: l’accusa è sempre quella di gioco d’azzardo illegale. Nello specifico, i gestori del locale avevano organizzato un torneo di Texas Hold’em con un buy-in di 100 euro. Per l’ennesima volta ora la palla va nelle mani dei giudici, che dovranno stabilire se il reato c’è stato o meno. Intanto la poker room del locale è stata posta sotto sequestro e i gestori sono stati denunciati.

Entrando nel dettaglio della vicenda, al momento in cui hanno fatto irruzione nel locale, le forze di polizia hanno trovato 54 giocatori impegnati nel torneo, più altre persone che stavano giocando alle slot machine. Secondo quanto è emerso, una persona avrebbe tentato di rallentare l’ingresso della polizia nel locale, per motivi non meglio specificati ma – a pensar male – facilmente intuibili.

E ADESSO? – Siamo dunque di fronte all’ennesimo capitolo della battaglia tra i circoli di poker live in Italia e una legge-fantasma che sta creando numerosi grattacapi. Da una parte abbiamo i gestori dei locali, che rivendicano il diritto di poter organizzare tornei di poker sportivo (secondo i dettami di molte sentenze: buy-in basso, niente re-buy e niente add-on e montepremi stabilito in partenza), supportati dai giudici che in questi anni, di fatto, non hanno mai condannato nessuno. Dall’altra ci sono le forze dell’ordine, che continuano a fare il loro lavoro e a intervenire in casi come quello del locale di Tor Carbone. Per quanto ancora dovrà andare avanti questa farsa?