Poker online a rischio in Russia

Brutte notizie in arrivo per il poker texano online e, più precisamente, proprio da un paese strategico per il settore.

In Russia si è infatti di recente scatenata una sorta di guerra contro i giochi online e questo potrebbe presto causare un notevole problema di liquidità per il poker internazionale, visto l’alto numero di grinder russi che giocano forte sulle piattaforme dot com.

Tra le vittime eccellenti della nuova stretta delle autorità russe c’è nientemeno che PokerStars.com, oscurata dalle autorità moscovite.

In realtà i players riescono in molti casi ad aggirare il blocco in maniera piuttosto semplice, ma aldilà delle questioni tecniche, quello che appare di maggior interesse è il messaggio politico che è stato lanciato.

Il parlamento russo si è messo al lavoro su una legge che vieti definitivamente i giochi cash online e ogni forma d’azzardo. Pare che nel testo della nuova legge, non ancora definitivo, il termine poker non sia espressamente citato, lasciando quindi, in via teorica, ancora spazio ai tornei.

La direzione in cui tira il vento è ormai chiara, lo stesso Vladimir Putin ha fatto chiudere circa cento sale da gioco nella sola città di Mosca, e il recente ban di PokerStars, prima poker room al mondo, non preannuncia nulla di buono per gli amanti del poker texano e, più in generale, dei giochi online.

Ivan Demidov è ottimista sul futuro del poker online nel suo Paese, ma in molti la pensano diversamente. Per avere un’idea più chiara l’unica cosa da fare è aspettare, quel che è certo è che, già ora, il texas hold’em giocato live, in casino, sale giochi e club, è ritenuto illegale in Russia.

Se, contrariamente a quanto spera e crede, il poker online verrà completamente vietato nel suo paese, Demidov ha già dichiarato che si trasferirà a Kiev, o addirittura in California.