PokerStars scopre una truffa da $35.000 e procede al rimborso

Avete ancora dubbi sulla trasparenza del poker online? Questa vicenda vi dimostrerà che non ci sono rischi, a meno che sul vostro computer non sia presente un hacker. Scopriamo perché.
Questa vicenda vede per protagonista Douglas “WCG|Rider” Polk, vittima di una truffa da $ 35.000. I primi riferimenti in merito all’accaduto sono apparsi sul forum 2 + 2, innescando una serie di commenti e dubbi. L’eco mediatico è stato accresciuto ulteriormente dal coinvolgimento del nostro player Daniel “Jungleman12″ Cates.

Oltre a Douglas Polk e Daniel Cates questa storia ha risposto all’attenzione del grande pubblico anche Joshua Taylor. Cates ha fatto incontrare gli altri due a gennaio di quest’anno, Douglas decise allora di ospitare Joshua a casa sua. Da quel momento il rendimento di Polk ai tavoli verdi virtuali ha cominciato a subire pesanti perdite.

Prima sono comparsi problemi di connessione, poi dure sconfitte contro un avversario mai conosciuto prima negli highstakes. Ad essere battuto non è stato soltanto Polk, ma anche tutti i suoi coinquilini. La cosa ancor più sospetta era che il comportamento del misterioso avversario sembrava dettato dalla conoscenza delle carte degli altri contendenti.

Douglas, nel mese di marzo, andò a Tokyo per continuare le sue attività di pro. Ancora un’altra visita di Joshua e la stessa impressione che quel Forbidden536 stesse giocando sporco. Nello spazio di qualche ora gli aveva fatto perdere la bellezza di $ 35.000. I sospetti si addensarono su Joshua. Douglas, a quel punto, ritenne prudente formattare il computer, verificando in effetti che nessun rivale riuscì più a eguagliare le performance dei fantomatici player incontrati nei mesi precedenti.

Dopo la segnalazione al supporto di PokerStars e i relativi accertamenti da parte della poker room, Douglas ricevette due e-mail che gli comunicavano il blocco dell’account di Forbidden536 e infine il recupero della somma perduta. Douglas Polk, per il momento, non esposto alcuna denuncia, soddisfatto probabilmente di essere tornato in possesso di quanto gli era stato tolto con l’inganno.