Riflessioni di Alec Torelli sul gioco del poker

Alec Torelli è un giocatore californiano, classe 1987, conosciuto dai più con il suo pseudonimo “traheho”.

S’è avvicinato al poker texano quand’era molto giovane, iniziando a giocare con gli amici. Da subito dimostrò di avere una predisposizione per questo gioco che iniziò ben presto ad appassionarlo. In seguito, iscrittosi all’università si trovò, come è capitato ad altri giocatori, a dover fare una scelta, che è stata poi quella di dedicarsi professionalmente al gioco.

In una recente intervista Alec ha trattato vari argomenti decisamente interessanti per chiunque giochi, o abbia intenzione di avvicinarsi, al mondo del poker texano.

In particolare, dalle riflessioni del giovane player, emerge come sia molto importante quando si intraprende la carriera da professionista, ma in generale ogni volta che si gioca, a qualsiasi livello, essere pronti sia a vivere dei successi che degli insuccessi.

Se vincere è piuttosto facile, perdere è una dura lezione che va però imparata molto bene.

Il bankroll management è uno degli aspetti più importanti, spesso troppo sottovalutato da chi inizia la sua esperienza nel poker.

Alec racconta che, nell’estate del 2008, stava avendo ottimi risultati e che viveva come se questa situazione fosse potuta continuare in eterno.

Poco dopo però è arrivata una dura batosta e Alec ne ha fatto tesoro, capendo che quando vinci molti soldi, le tue priorità dovrebbero, almeno in parte cambiare; dovresti non solo cercare di guadagnarne altri e di continuare a vincere, ma anche di tenerti stretti, almeno una parte, di quelli che hai.

Alec ha quindi messo a punto una sorta di scaletta che possa tenerlo sulla strada giusta.

Per prima cosa, bisogna fissare degli obbiettivi, bisogna poi cerare di raggiungerli guardando sempre avanti e non lasciandosi influenzare da eventuali sconfitte, che devono diventare però, allo stesso tempo, fonte di ispirazione per il futuro.

Altro “trucco” è quello di giocare in modo da sentirsi sempre a proprio agio, senza però rinunciare, di tanto in tanto, a mettersi alla prova.